Comprare liste di indirizzi e-mail è una buona idea?

Comprare liste di indirizzi e-mail è una buona idea?

Come costruire gratuitamente la tua mailing list.

Possedere una lista di contatti è sicuramente un “tesoro” inestimabile per qualsiasi azienda e molte stanno inseguendo questo obiettivo da tempo, in questo articolo vedremo perchè acquistare elenchi di mail per la propria attività non è mai una buona idea e come si possono invece acquisire dei nuovi contatti gratuitamente.

Metodi per acquisire un elenco di e-mail

Prima di tutto analizziamo insieme i metodi a disposizione di un responsabile marketing per ottenere nuovi indirizzi mail per un'attività di e-mail marketing che possa supportare il suo team di vendita.

1. Acquistare una mailing list

Il metodo più veloce è quello di contattare un fornitore che possa trovare per te un elenco di nomi e indirizzi e-mail in base a informazioni demografiche e/o psicografiche condivise con te. Ad esempio potresti acquistare un elenco di 50.000 nomi e indirizzi mail di persone che vivono in Lombardia e hanno almeno un animale domestico. Ma sicuramente tra tutti i metodi sostenibili per utilizzare l'e-mail marketing per la tua attività, questo non è quello corretto.

2. Affittare un elenco di e-mail

Partendo sempre dall'identificazione di un segmento di pubblico a cui inviare email, alcuni provider possono darti la possibilità di inviare email con le tue comunicazioni, ma non sarai mai effettivamente proprietario dell'elenco. Pertanto, non puoi vedere gli indirizzi email delle persone a cui stai inviando email, quindi sei obbligato a collaborare con il provider per compiere qualunque azione in merito.

3. Possedere un elenco di e-mail opt-in

Qualcuno ti dà volontariamente il proprio indirizzo e-mail online o di persona in modo che tu possa inviargli e-mail. Meglio ancora se questo avviene tramite un modulo di consenso in cui eventualmente è possibile anche scegliere determinati tipi di contenuti che desiderano ricevere, ad esempio possono esprimere consenso a ricevere comunicazioni informative (come nuovi articoli del blog) ma non comunicazioni commerciali (come promo, sconti, ecc.). Gli indirizzi e-mail opt-in sono il risultato di guadagnare l'interesse e soprattutto la fiducia dei tuoi contatti perchè pensano che tu possa avere qualcosa di prezioso e utile da dire.
Quando si tratta di elenchi affittati o acquistati è probabile che il provider a cui ti sei rivolto sostenga che anche l'elenco che ti ha proposto sia totalmente opt-in, ciò significa che le persone nell'elenco hanno acconsentito a una comunicazione e-mail da qualcuno in un determinato momento, ad esempio il provider dell'elenco, compilando un modulo o selezionando una casella per ricevere più contenuti da quel provider.
Questo può anche essere vero, ma i destinatari delle e-mail in ogni caso non hanno scelto sicuramente di ricevere comunicazioni dalla tua azienda. 
Questo è un aspetto fondamentale che affronteremo nel dettaglio nella prossima sezione di questo post in cui ti spiegheremo perchè acquistare mailing list non è mai una buona idea per il tuo piano di marketing.
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7 motivi per non acquistare mailing list

  1. Per legge, precisamente violeresti le regole del consenso ai sensi del GDPR.
  2. I servizi di email marketing più conosciuti e affidabili non ti consentono di inviare email alle liste che hai acquistato.
  3. Elenchi con indirizzi mail di qualità non sono mai in vendita.
  4. Le persone su un elenco acquistato o affittato in realtà non ti conoscono.
  5. Puoi seriamente danneggiare la capacità di recapito della tua mail e la reputazione dell'IP.
  6. Puoi recare fastidio.
  7. Il tuo provider di servizi di posta elettronica può penalizzarti.

1. Regole del consenso del GDPR

Con l'entrata in vigore nel maggio del 2018 della legge sulla protezione dei dati, acquistare elenchi di mail è ancora più pericoloso semplicemente perchè non sono conformi a questo regolamento.
Il GDPR ha infatti rinnovato numerosi aspetti sull'utilizzo dei dati dei clienti nel mondo digitale (siti web, social network, e-mail) in tutta Europa.
Primo fra tutti è legalmente obbligatorio consentire ai destinatari di rinunciare alle e-mail che non desiderano più ricevere e devono essere in grado di farlo direttamente tramite il messaggio di posta elettronica.
La differenza più sostanziale però risiede nel fatto che secondo il nuovo regolamento è obbligatorio avere il consenso esplicito dei tuoi contatti per inviare loro mail. Il che significa che la casella di controllo che una persona deve spuntare per attivare un abbonamento mail non può essere preselezionata.
A maggior ragione quindi liste di e-mail acquistate non possono contenere contatti a cui è stata data questa opzione, rendendoti non conforme al GDPR ancora prima di inviare la tua prima newsletter.
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2. I servizi di email marketing più conosciuti e affidabili non consentono di inviare email alle liste che hai acquistato.

Se stai utilizzando un software per l'invio di e-mail (tra i più utilizzati Mail Up e Mail Chimp) o hai intenzione di farlo in futuro, scoprirai che insisteranno sul fatto di utilizzare solo elenchi di e-mail opt-in.
Può darsi che esistano software che ti permettano anche di utilizzare elenchi acquistati ma purtroppo gli ESP su indirizzi IP condivisi che non richiedono ai clienti di utilizzare liste opt-in in genere soffrono di scarsa deliverability. Questo perchè l'elenco di indirizzi e-mail illeciti di un cliente può inquinare la capacità di recapito degli altri clienti su quell'indirizzo IP condiviso. Risultato finale: le tue mail non arriveranno mai nelle caselle di posta dei tuoi contatti.

3. Elenchi con indirizzi mail di qualità non sono mai in vendita

Pensaci, venderesti o condivideresti gli indirizzi email di coloro che hanno scelto volontariamente di ricevere email da te?
Perchè quindi qualcun altro dovrebbe venderti degli elenchi di valore?

4. Le persone su un elenco acquistato o affittato in realtà non ti conoscono

Gli elenchi affittati o acquistati a volte vengono “rubati” da altri siti web e questo è sicuramente il modo peggiore per acquisire nuovi contatti.
Ma supponiamo che gli indirizzi mail che stiamo cercando di acquistare non siano stati presi da un altro sito web ma siano stati guadagnati legittimamente. Benissimo. A questo punto questi indirizzi potrebbero anche essere spacciati per opt-in dall'agenzia che sta cercando di venderteli. E ciò sarebbe molto bello, ma purtroppo non è così poiché gli indirizzi e-mail che appartengono ad un elenco di opt-in hanno scelto sì di ricevere e-mail, ma non dalla tua azienda.
Quindi anche se hanno accettato di ricevere informazioni non ricorderanno certo di aver avuto in qualche modo a che fare con la tua azienda e con molta probabilità ti contrassegneranno come spam quando arriverai con le tue comunicazioni nelle loro caselle di posta. Ma se non ti conoscono e non ricordano di aver avuto a che fare con te come puoi biasimarli?
A queste motivazioni sono strettamente collegate quelle che troverai nel prossimo punto.

5. Danneggerai la capacità di recapito della tua email e la reputazione dell'IP

Sapevi che esistono organizzazioni dedicate alla lotta contro lo spam tramite e-mail?
Senza entrare nel dettaglio, ti basti sapere che esistono sistemi in grado di identificare l'attività di spam e il mittente come spammer.
Acquistando un elenco di e-mail non avresti modo di conoscere la frequenza con cui gli indirizzi mail sono stati inviati o se gli indirizzi sono stati eliminati per hard bounce per evitare di identificarti come spammer o da dove provengono quegli indirizzi.
Sei davvero disposto a rischiare non solo la consegna delle tue e-mail, ma anche la reputazione del tuo indirizzo IP e di conseguenza della tua azienda?

6. Puoi sembrare fastidio

A tutti è capitato di ricevere mail indesiderate semplicemente perchè provenivano da un'azienda di cui non avevamo mai sentito neanche lontanamente parlare. Sicuramente non siamo e non saremo ben predisposti ad acquistare o a lavorare per questa azienda.
Se gli utenti non hanno ancora espresso il desiderio di rimanere in contatto non significa che non vorranno farlo più avanti. Il tuo compito è dimostrare loro, tramite contenuti utili e offerte preziose, che conviene loro rimanere aggiornati sulle novità della tue azienda tramite e-mail. Se il contenuto della tua e-mail arriva troppo presto ad un utente, anche se in linea con il tuo target, il rischio è quello di perdere preventivamente la loro fiducia e quindi anche la possibilità che possano convertire in clienti.

7. Il tuo provider di servizi di posta elettronica può penalizzarti.

Infine è bene ricordare che l'acquisto di liste di e-mail non danneggia solo la capacità di consegna e la reputazione del tuo marchio, ma può anche mettere a rischio il tuo account di posta elettronica. I client di posta come Gmail, Yahoo! E Outlook non vogliono essere associati ad account che i destinatari contrassegnano ripetutamente come spam.
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Come posso far crescere gratuitamente un elenco di e-mail opt-in?

Ora che abbiamo analizzato tutti i modi in cui poter acquistare liste di e-mail (e anche perchè è meglio non farlo), esploriamo come poterli invece acquisire con il metodo opt-in.
L'elenco di contatti e-mail che hanno scelto di ricevere contenuti da te, non solo rispetta le normative vigenti e protegge la reputazione del tuo marchio, ma ti offre anche l'opportunità di far crescere questo elenco attraverso relazioni autentiche con nuovi clienti.
Di seguito sono riportate le migliori pratiche di base che hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo quando si tratta di far crescere costantemente un elenco di contatti.

1. Crea risorse riservate in modo che ci sia un motivo per cui le persone ti lascino il loro indirizzo mail

Webinar, corsi, ebook, tutorial, guide, ecc... queste sono tutte di risorse che potremmo definire “premium” e di lunga durata che le persone potrebbe ritenere utili e preziose tanto da fornire il proprio contatto per averle. Si definiscono gated assets proprio le risorse che necessitano di una iscrizione – anche solo la mail- per poter essere downloadate).
Più contenuti riservati (gated assets) si inseriscono all'interno delle pagine di destinazione e meglio è: più sarà ampia la nostra varietà di contenuti, più sarà facile attirare visitatori che richiederanno di poter visionare le nostre risorse.

2. Creare strumenti utili

Se gli e-book non sono il tuo pane quotidiano, puoi invece creare degli strumenti. Un approccio non esclude l'altro, ma se hai più talento per lo sviluppo che per la scrittura, questa potrebbe essere un'opzione più adatta a te. Questi strumenti possono essere ritenuti molto preziosi per alcuni dei visitatori del tuo sito web che ti lasceranno il loro indirizzo email in cambio di una demo gratuita del prodotto che hai creato. Per la tua prima email potresti chiedere loro cosa pensano dello strumento: potrebbe essere un rompighiaccio perfetto!

3. Promuovi le risorse create sui tuoi canali di marketing

Ora che disponi di alcune risorse riservate (gated assets) in grado di acquisire indirizzi e-mail, concentrati sulla promozione di esse. Hai molti canali a disposizione: social media, PPC e newsletter sono quelli più comuni, ma nessuno di questi strumenti strumenti ti fornirà ritorni duraturi come il tuo blog.
Considera questo scenario:
Promuovi le tue nuove risorse gated inserendo nel tuo blog argomenti relative ad esse, quindi inserisci CTA (call to action) che portino alla pagina di destinazione della risorsa su ognuno di quei post del blog.
Se, ipoteticamente, i post del tuo blog ottengono circa 100 visualizzazioni al mese e il tasso di conversione da visitatore a lead sul blog è circa il 2%, significa che otterresti due lead da un singolo post sul blog ogni mese.
Di conseguenza, scrivendo ad esempio 30 post sul blog al mese potremmo ottenere 60 lead in un mese, 2 da ogni post del blog. Consideriamo di fare questo per un anno intero. Il lavoro svolto sul blog quel primo mese continuerà a generare lead tutto l'anno. Ciò significa che stai effettivamente ottenendo 4.680 contatti opt-in al mese, considerando un periodo di 12 mesi, grazie agli effetti combinati del blogging, non solo 720 contatti opt-in (60 lead * 12 mesi).

4. Crea campagne di email marketing creative

La maggior parte delle persone non pensa alle e-mail come ad un canale che genera lead o contatti. Ma non tengono in considerazione il fatto che le persone inoltrano contenuti utili a colleghi o amici e questa azione può effettivamente contribuire ad espandere il tuo database se rendi facile l'inoltro o la condivisione per i destinatari. Includi inviti all'azione che rendano la condivisione una scelta ovvia per i destinatari, in particolare con le tue risorse più utili.
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5. Includi pulsanti di condivisione nelle tue e-mail

Prendi in considerazione l'aggiunta di pulsanti di condivisione alla tua mail in modo che i destinatari dell'e-mail possano inoltrare le e-mail che gli sono piaciute di più ad amici e colleghi che pensano possano essere interessati.
Può essere utile anche avere pulsanti diversi sul modello di email: pulsanti dei social media separati che producono post social pre-scritti che si collegano ad una versione di una pagine web della tua newsletter e un pulsante “Invia un'e-mail a un amico” che trasferisce l'e-mail in una finestra di composizione in modo che i tuoi contatti possano inoltrare istantaneamente il messaggio. Assicurati solo che la tua mail abbia un pulsante di attivazione in modo che ogni nuovo utente possa iscriversi alla tua newsletter se gli è piaciuto ciò che ha visto. 

6. Aggiorna sempre il tuo database e avvia campagne di re-engagement

Infine, se possiedi già un database abbastanza grande, probabilmente hai anche alcuni contatti che sono diventati obsoleti. In questo caso potresti avviare una campagna di re-engagement che possa aiutarti sia a pulire la tua lista sia a prevenire il tipo di spam e problemi IP che abbiamo affrontato in precedenza, oltre a risvegliare vecchi contatti che potrebbero essersi dimenticati di te, ma che in realtà potrebbe essere ancora tuoi clienti.
 
Se hai bisogno di aiuto per strutturare una campagna di e-mail marketing scrivici o richiedi un incontro con l'esperto....

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